Blogologhi – Atto II

…essere proprio qui: da nessuna parte. Il sedere racchiuso in un lembo di terra tra due luoghi opposti, alzare lo sguardo e vedere le cose accadere ad un palmo di naso, proprio qui: sulla linea di confine, il bordo, il bagnasciuga, l’incrocio, la ferita, la porta, l’uscio, il cancello, la palafitta. E’ qui che voglio stare, qui, dove le cose accadono, dove le vite si sovrappongono e si scontrano, le carte spariscono ed è caos della quantità. Sono qui ma non sono da nessuna parte, è come andarsene via lungo un treno. Non sei da nessuna parte e puoi fingere d’essere l’ombra di qualcun altro, il tuo vicino di casa, l’artista, il profeta, il drogato, l’ultima delle scarpe di dio, puoi davvero essere niente in quei momenti. Anche in questo nonluogo, a guardar le carovane transitare con il loro carico, carico di frontiera, carico d’Oriente, carico d’asporto, carico nomade che si spande per le valli che assomigliano a grandi lividi d’erba e sabbia, deserto senza forma dove si dissolvono i confini proprio mentre allunghi la mano. Eppure soffia il vento anche laggiù, dove nulla può esser toccato o rimosso. Tenere i piedi ben piantati in una melma tra il fiume e la terraferma, come le palafitte che baciano la superficie, respirano, e ancora sotto, che hanno ormai perso la loro passione di tener su le case e puntano l’orizzonte, inzuppate e malandate. Ad ogni modo è qui che resto, ad un passo da ogni posto vicino ad ogni cosa, con un piede per parte ed il cuore nel mezzo, qui dove le lingue si assottigliano e si consumano amori sempre troppo brevi per essere tristi, qui dove persino il sole sente il bisogno di fermarsi prima di finire nella bocca dell’orizzonte. L’orizzonte! la linea di confine più sfuggente, quella che puoi solo immaginare vivida ed instancabile, sempre alla stessa distanza da te.

Pubblicato in: on Dicembre 9, 2008 at 4:54 pm Lascia un Commento
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